Curiosità

Intervallo minimo donazioni

Numero massimo di donazioni in un anno:

Come indicato nell’allegato IV del decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”:

  1. Sangue intero, 4 donazioni per l’uomo e per la donna non in età fertile, 2 donazioni per la donna in età fertile.
  2. Piastrinoaferesi, 6 donazioni.

Intervalli minimi tra donazioni (multicomponenti):

Intervalli minimi tra donazioni (multicomponenti)

Numero massimo di donazioni multicomponenti in un anno:

Come indicato nell’allegato IV del decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”:

  1. Globuli rossi concentrati + plasma, 4 donazioni per l’uomo e per la donna non in età fertile, 2 donazioni per la donna in età fertile.
  2. Globuli rossi concentrati + piastrine, 4 donazioni per l’uomo e per la donna non in età fertile, 2 donazioni per la donna in età fertile.
  3. Plasma + piastrine, 6 donazioni.
  4. Due unità di concentrato piastrinico, 3 donazioni.
  5. Due unità di globuli rossi, 2 donazioni.
  • Concentrati di globuli rossi: vengono conservati in appositi frigoriferi a una temperatura fra i +2°C e i +6°C, per un massimo di 42 giorni a seconda della soluzione additiva presente nella sacca. I globuli rossi possono essere conservati anche congelati a –60°C per anni.
  • Concentrati di globuli bianchi: devono essere utilizzati entro poche ore dalla preparazione e comunque entro 24 ore.
  • Concentrati di piastrine: sono conservati a temperatura ambiente (+20-22°C) per un massimo di 5 giorni in costante agitazione.
  • Plasma: viene congelato rapidamente e, se conservato costantemente a temperatura inferiore a –25°C, può essere conservato fino a 24 mesi.

Questi dati non sono fissi, ma evolvono in base al progresso del le conoscenze scientifiche e vengono di volta in volta stabiliti da Decreti Ministeriali (quello vigente è il Decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”). Dall’analisi di questo processo di conservazione particolarmente complesso e delicato emerge l’importanza che riveste un uso razionale e programmato degli emocomponenti e dei plasmaderivati, al fine di evitarne inutili sprechi.

Come si conserva il sangue schema

Oggi gli emocomponenti e i plasmaderivati servono a salvare vite, allungarne la durata e migliorarne la qualità.
Il sangue è indispensabile:

  1. nei servizi di primo soccorso e di emergenza/urgenza;
  2. in molti interventi chirurgici e trapianti di organo e di midollo osseo;
  3. nella cura delle malattie oncologiche ed ematologiche;
  4. in varie forme di anemia cronica, immunodeficienze, emofilia.

Il fabbisogno di emocomponenti non si verifica solamente in presenza di condizioni o eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti, o durante interventi chirurgici ma anche nella cura di malattie gravi quali tumori, leucemie, anemie croniche, trapianti di organi e tessuti. Il sangue, con i suoi componenti, costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza:

  • globuli rossi per la cura di diversi tipi di anemia;
  • piastrine per diverse malattie emorragiche;
  • plasma quando vi siano state grosse variazioni quantitative dovute ad ustioni, tumori del fegato, carenza dei fattori della coagulazione non diversamente disponibili;
  • plasmaderivati Fattore VIII e IX per l’emofilia A e B, immunoglobuline aspecifiche per alcune malattie immunologiche, albumina per alcune patologie del fegato.
  1. Contribuisce a tenere la salute sotto controllo
  2. Preserva la salute di cuore e fegato
  3. Riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2
  4. Benessere psicologico

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“Prima di tutto bisogna presentarsi al centro trasfusionale, ricordandosi di farlo su prenotazione. Durante il colloquio con il medico prima della donazione è fondamentale essere chiari ed esprimere i propri dubbi, i propri timori e dichiarare la paura dell’ago al medico stesso. Questo per permettere al personale di adottare un comportamento adeguato nel fiancheggiare il donatore che si trova di fronte questo tipo di paura, ma anche per evitare qualche reazione non prevista alla vista dell’ago… “Gli infermieri sono le persone più formate per seguire i donatori, sono preparati per accorgersi precocemente dei segnali d’ansia e per sostenere il donatore durante la donazione.”

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Non è possibile donare durante il ciclo mestruale. Sarebbe meglio aspettare almeno una settimana dal termine del flusso.

L’assunzione delle pillole anticoncezionali non ha alcun impatto sull’idoneità alla donazione.

Premesso che la donazione di sangue è un gesto che – qualora tutti i parametri di salute siano nella norma – non comporta alcuna problematica di salute, è doveroso distinguere tra attività fisica moderata e agonistica.

Per chi pratica sport a livello amatoriale, l’eventuale donazione di sangue intero suggerisce una giornata (al massimo due) di riposo.
Diverso è il discorso per chi pratica sport a livello professionistico o semiprofessionistico, con allenamenti quotidiani e competizioni ufficiali molto ravvicinate. Sotto sforzo – infatti – soprattutto nei primi giorni dopo il prelievo, la diminuita capacità di trasporto dell’ossigeno (legato all’emoglobina dei globuli rossi) produce i suoi effetti sull’atleta: si avverte maggiore fatica e vi è un calo significativo della prestazione. Nelle 2-3 settimane successive alla donazione, per un atleta professionista è consigliabile: evitare nuove gare, monitorare la propria condizione fisica, evitare sforzi eccessivi e non pretendere le stesse performance precedenti la gara.
Per la donazione di plasma, invece, non esistono controindicazioni né per gli sportivi amatoriali né per quelli agonisti. Il consiglio, in questo caso, è quello di bere molto nelle 24-48 ore successive al prelievo di plasma.

Cosa assolutamente NON mangiare prima e dopo la donazione: “Nelle 24 ore precedenti la donazione è necessario assumere tanti liquidi e mangiare cibi con pochi grassi. Si consiglia, quindi, di evitare insaccati, salse pesanti (senape, ketchup e maionese), fritture di qualunque genere, frittate, dolci elaborati e altri cibi pesanti, nonché alcoolici in quantità non congrue.”

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Benefici peperoncino, per saperne di più clicca qui.

Dottoressa, possiamo smentire le voci secondo cui se si è vegani non si può donare?
«Assolutamente sì. Si tratta di voci incontrollate e del tutto infondate, perché non esiste alcun tipo di controindicazione alla donazione per chi segue un’alimentazione vegetale. Non ci sono rischi né per il donatore né per il ricevente».
Tutto nascerebbe dalla convinzione che, escludendo la carne dalla propria dieta, i vegani non avrebbero livelli di ferro sufficienti nel proprio sangue: è così? «C’è questa credenza, ma è falsa. …”

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Chi beve alcolici non può donare sangue. Per la precisione, l’assunzione di alcol in maniera cronica ed in grandi quantità (nettamente maggiori rispetto a quelle metabolizzate dall’organismo e consentite dalla legge), configura una patologia a tutti gli effetti. Gli organi maggiormente colpiti sono il fegato ed il sistema cardiocircolatorio. Oltre a non poter donare sangue, un soggetto che consuma abitualmente elevati quantitativi di alcolici può quindi incorrere in problematiche legate allo stato di salute.

Discorso diverso riguarda chi assume alcol occasionalmente o comunque evita i super alcolici.

Per la tua salute e per chi riceverà il tuo sangue, cerca di limitare o eliminare completamente l’assunzione di alcol!

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La donazione, di sangue intero, in sé dura circa 10 minuti. Dopo dovreste stare coricati per alcuni minuti. Per tutti i passaggi della donazione di sangue, compresa la compilazione del questionario e il colloquio preliminari nonché la fase conclusiva di rinvigorimento dovreste prevedere circa 50 minuti.

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“(…) È funzionale alla decisione di garantire la sicurezza sia dei donatori che delle persone che ricevono il sangue oppure il plasma prelevato. Infatti adottare una donazione gratuita è sinonimo di ulteriori garanzie, in quanto le persone non in salute non hanno motivi economici per diventare donatori. Di conseguenza non sono tentati di nascondere informazioni negative sulle loro condizioni di salute per ottenere un corrispettivo economico.

(…) Le donazioni volontarie e gratuite permettono un maggior controllo dei requisiti richiesti ai donatori e alle modalità stesse del prelievo: infatti è possibile prelevare ogni volta soltanto 405 cc, qualunque sia l’età, il peso e la pressione del soggetto. Inoltre si evita che eventuali donatori possano tornare al centro trasfusionale prima che sia trascorso il periodo di tempo prescritto tra una donazione e l’altra. In questo modo si evitano abusi e si tutela maggiormente la salute dei donatori. ” 

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“I fumatori che desiderano donare il sangue possono farlo con l’unica raccomandazione di NON fumare prima e dopo il prelievo. Oltre a seguire una dieta sana priva di grassi e bere molti liquidi, come tutti i donatori, è consigliato loro di non fumare la mattina della donazione e per almeno due ore dopo quest’ultima. È importante notare che le raccomandazioni relative all’astensione dal fumo prima e dopo il prelievo riguardano anche le sigarette elettroniche.” 

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Sicurezza
La sicurezza degli emocomponenti trasfusi (globuli rossi, piastrine, plasma), oltre alla tutela della salute di donatori e trasfusi, costituisce l’obiettivo primario che il Servizio Sanitario Nazionale e i trasfusionisti si sono imposti.

L’accurata selezione del donatore, le indagini di laboratorio di ultima generazione, il buon uso del sangue, l’emovigilanza hanno, tra le altre, tre finalità principali:
  • Salvaguardare la salute del donatore.
  • Escludere la trasmissione di malattie infettive.
  • Verificare la corrispondenza del gruppo sanguigno.
Centrifugazione e separazione dei componenti
Con la centrifugazione e la successiva separazione dei componenti del sangue si ottengono:
  • Una sacca di globuli rossi.
  • Una sacca di plasma.
  • Una sacca di buffy-coat (leucociti e piastrine).
 

Validazione
Tutti gli emocomponenti ottenuti dalla fase di lavorazione possono essere utilizzati solo quando le indagini di laboratorio ne hanno stabilito l’idoneità all’utilizzo.

Gli esami siero-virologici effettuati sono volti a smascherare la possibile presenza di agenti infettanti quali i virus causa di epatite B o C, l’HIV o la sifilide. In laboratorio vengono utilizzate indagini sofisticatissime e di alta sensibilità, comprese quelle in biologia molecolare che, combinate con l’accurata selezione del donatore ed un oculato utilizzo degli emocomponenti, consentono oggi di definire un rischio residuo per tali malattie per via trasfusionale praticamente trascurabile.

Come donare

Introduzione al tema della donazione: perché è importante donare

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FAQ

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