Il patrimonio genetico della mamma e del papà viene trasmesso, metà ciascuno, al bambino. Cerchiamo di capire insieme come avviene tutto questo e quali possono essere le “combinazioni”

Vi siete mai chiesti se e come si eredita il gruppo sanguigno? Ebbene, la risposta è molto semplice: sì, si eredita in quanto è determinato geneticamente dalla mamma e dal papà, il cui patrimonio viene trasmesso, metà ciascuno, al bambino. Tuttavia, essendo diversi, i gruppi possono generare diverse combinazioni, con mutazioni inaspettate. Ma proviamo a capire meglio.

Essere in grado di individuare il gruppo sanguigno dei genitori è estremamente prezioso, in particolare nel corso della gravidanza, quando potrebbero crearsi delle incompatibilità tra il sangue della mamma e quello del feto. I nomi li conosciamo e sappiamo anche che sono quattro: A, B, AB e 0Ciascuno si distingue dagli altri per le sostanze (gli antigeni) presenti sui globuli rossi: se sulla superficie c’è l’antigene A il gruppo sarà lo stesso e così via per gli altri. Quando invece non viene individuato nessuno degli antigeni A e B vuol dire che il gruppo è lo 0. Altra caratteristica distintiva di ciascuno è il fattore Rh, un altro tipo di antigene, che può essere positivo o negativo. Proprio conoscere quest’ultimo gioca un ruolo fondamentale durante la gestazione. Se la futura mamma è Rh negativa e il papà positivo, potrebbe verificarsi un’incompatibilità di fattore Rh con il feto, qualora anch’esso fosse positivo: questa condizione può provocare la malattia emolitica feto-natale, una patologia del sangue molto pericolosa per il neonato e anche per future gravidanze.

Queste indicazioni vanno tenute presenti anche quando è necessario effettuare una trasfusione o un trapianto di organo: il sistema immunitario, infatti, se percepisce una tipologia di sangue non conosciuta, reagisce producendo gli anticorpi che vanno a legarsi a particolari antigeni. Questa condizione può portare addirittura alla distruzione dei globuli rossi, motivo per cui è bene che il sangue del donatore e quello del ricevente siano sempre compatibili.

Torniamo alla questione dell’ereditarietà. Se la mamma e il papà sono del gruppo A c’è la possibilità che il bambino possa appartenere allo stesso gruppo oppure allo 0: questa variabilità dipende dagli alleli (le parti che compongono il gene) che possono essere dominanti o recessivi. Stesso discorso se i genitori sono del gruppo B: se poi entrambi hanno alleli dominanti o se uno solo dei due ha un allele recessivo, il bambino sarà sempre del gruppo B. Più semplice il discorso se la mamma e il papà sono di gruppo 0: ereditando gli alleli recessivi, il piccolo o la piccola apparterranno allo stesso gruppo. La combinazione degli alleli incide anche nel caso in cui entrambi i genitori siano di gruppo AB: infatti potrà nascere un bimbo di gruppo A nel 25% dei casi così come di gruppo B, mentre ci sarà il 50% delle probabilità che erediti anche lui l’AB.

Qualora un genitore fosse di gruppo A o B e l’atro di quello 0, per il nascituro dipenderà dagli alleli dominanti e recessivi del genitore di gruppo A o B. Quando invece uno dei due è AB e l’altro 0, il figlio potrà nascere solo di gruppo A o B.

 

AVIS Nazionale 14/02/2022 – AB0 e fattore Rh: come si eredita il gruppo sanguigno