Il 23 novembre 2025, all’Auditorium del Centro Risorse Valtesse, si è svolta una serata che ha saputo coniugare divulgazione, testimonianza e partecipazione attiva, trasformandosi in un momento di forte coesione comunitaria.

L’iniziativa, dedicata ai temi della donazione, della prevenzione e della violenza di genere, ha visto la presenza di professionisti, istruttori, rappresentanti istituzionali e cittadini, riuniti con un obiettivo comune: informare, sensibilizzare e creare consapevolezza.

Ad aprire il percorso è stato il Dott. Francesco Salvetti, che ha illustrato il valore della donazione di sangue, definendola un gesto semplice ma in grado di salvare fino a tre vite. Salvetti ha evidenziato come la donazione rappresenti non solo un atto di solidarietà verso gli altri, ma anche un’opportunità di cura e prevenzione per sé stessi, un gesto responsabile che richiama i principi alla base della difesa personale.

A seguire, il reading “Ti amo da morire!” interpretato da Enzo Valeri Peruta ha offerto un momento di grande intensità emotiva. Il testo, incentrato sulle dinamiche della violenza di genere, ha riportato l’attenzione su una realtà purtroppo quotidiana, che richiede ascolto, consapevolezza e interventi concreti.

Di prevenzione si è parlato anche con Giuseppe Algeri, che ha sottolineato l’importanza dei comportamenti individuali nella costruzione della sicurezza personale: attenzione, valutazione dei contesti e responsabilità, elementi che accomunano tanto la difesa personale quanto la donazione di sangue. Due ambiti differenti, ma uniti da un filo comune: la cura della persona.

La parte pratica della serata è stata affidata a Shimesu Karate-Do Shotokan e ASD S.T.A.R.T. Softairpolice, che hanno illustrato tecniche e principi base dell’autodifesa. Attraverso dimostrazioni e spiegazioni mirate, è stato ribadito che la difesa personale non coincide con la violenza, ma con la conoscenza del proprio corpo, dei propri limiti e delle proprie possibilità.

L’intervento istituzionale dell’Assessora Marzia Marchesi ha offerto una chiave di lettura più ampia: «Serate come questa – ha dichiarato – dimostrano quanto sia fondamentale creare spazi di confronto e consapevolezza. La violenza di genere non si combatte solo sul piano normativo, ma attraverso la cultura, la partecipazione e il coraggio di affrontare il tema senza reticenze».

La serata si è conclusa in un clima di condivisione grazie al contributo di Italo Tresoldi, che ha offerto un momento conviviale a coronamento dell’iniziativa.

L’evento ha lasciato un messaggio chiaro: nessuno deve sentirsi solo. Parlare, informarsi, chiedere aiuto e partecipare sono passi essenziali per combattere la violenza e promuovere una cultura della cura, in tutte le sue forme. Grazie a chi ha partecipato, a chi ha portato la propria esperienza e a chi, quotidianamente, si impegna per proteggere e sostenere la comunità. Un percorso che non si chiude qui, ma che continua con consapevolezza, responsabilità e determinazione.