West Nile Virus: le raccomandazioni di AVIS ai donatori
Sono sempre di più i casi di contagio che [...]
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La nostra associazione è vicina alla popolazione locale. Ecco come aderire e fornire il proprio contributo.
Storie come queste, al di là delle difficoltà a cui umanamente siamo assolutamente vicini, devono servire a ribadire ancora una volta perché il sistema trasfusionale italiano debba essere considerato un modello – spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – Poter contare su una scelta volontaria e non remunerata non rappresenta solo un valore etico, ma una garanzia di qualità del plasma donato e di sicurezza per lo stesso donatore.
Si allunga la lista dei Paesi per i quali, una volta tornati in Italia, i donatori che vi abbiano soggiornato o transitato nei 14 giorni precedenti, potranno essere ammessi alla donazione solo dopo essere risultati negativi al test per SARS-CoV-2. È quanto riportato nella circolare emanata dal Centro nazionale sangue venerdì 9 ottobre, che estende le misure di sorveglianza anamnestica a coloro che rientrano da: Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e Repubblica Ceca.
Una sezione specifica dedicata alle analisi a cui sottoporsi per lo screening delle donazioni di sangue. È ciò che è stato inserito dall’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) nella “Essential list of diagnostics”, la lista degli esami di laboratorio considerati indispensabili in tutto il mondo.