Sane abitudini dimezzano il rischio infarto, anche in chi è predisposto

Quattro stili di vita sanihanno permesso a persone con alto rischio genetico di correre. il 50 per cento di rischi in meno di attacchi cardiaci. Le scelte contano più del Dna

di Silvia Turin – Corriere della Sera/ Cardiologia

Le sane abitudini di vita vincono anche sulla genetica. Succede per il rischio di infarto come mostra un maxi studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato all’American Heart Association Scientific Sessions in corso a New Orleans: soggetti fortemente geneticamente predisposti ad avere attacchi cardiaci, dopo aver introdotto nella loro vita quattro stili di vita sani hanno visto diminuire del 50 per cento il loro rischio di avere un infarto.

Quanto incidono le scelte
La ricerca è stata condotta dal Massachusetts General Hospital analizzando i dati genetici e clinici di oltre 55mila partecipanti a quattro precedenti studi. Avere un Dna “sfavorevole” raddoppia il rischio di infarto, ma condurre una vita sana lo dimezza: in pratica azzerando in persone altamente predisposte l’effetto dei “cattivi” geni. Allo stesso modo, uno stile di vita scorretto cancella la metà dei benefici di una “buona genetica”. I quattro fattori salutari sono: non fumare, non essere obesi, esercizio fisico almeno una volta a settimana, dieta sana (con frutta, verdura, pesce, cereali integrali e frutta secca).

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La ricerca
I benefici e la riduzione del rischio di attacchi cardiaci si verificavano anche in presenza di una sola buona abitudine adottata, ovviamente con percentuali diverse. Lo studio ha coinvolto un grande numero di persone di Paesi ed età differenti: in un caso americani dai 45 ai 64 anni, in un altro donne statunitensi dai 45 anni in avanti tutte infermiere, poi svedesi dai 44 ai 73 anni e infine americani di età compresa tra i 55 egli 80 anni. In tutte le valutazioni i risultati sull’incidenza di infarto hanno dato gli stessi dati con percentuali coerenti.

 

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