Trasfusioni e utilizzo donazioni.

Un mercoledì da Donatori: come viene usato il sangue in un giorno “normale”

Trasfusioni e utilizzo donazioni.

Si sa, il donatore Avis è un volontario che dona senza sapere, da sempre, a chi va il suo sangue o plasma. Le Avis, da sempre, fanno leva sulla necessità estrema di sangue in caso di urgenze: incidenti, traumi, operazioni chirurgiche, trapianti. Questo, giustamente, per promuovere il dono e reclutare nuovi donatori. Ma è davvero così? Chi utilizza, e come, il sangue e plasma raccolto? In quali reparti ospedalieri? Per curare quali patologie acute o croniche? Se ne usa più nelle specialità chirurgiche o mediche? Sono domande che si è fatta anche la Simti (Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) “Il risultato ha sorpreso anche noi”, ha detto il dottor Giorgio Gandini, direttore del Dipartimento trasfusionale provinciale di Verona. Gandini è intervenuto all’Assemblea regionale del Veneto, rappresentando il Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali del Veneto)  e presentando, tra l’altro, presentando i dati di un interessantissimo studio.

I parametri dello studio Simti.

Nel 2019 sono stati invitati 257 strutture trasfusionali italiane a partecipare alla raccolta dati. È stato scelto un giorno ordinario – il 10 aprile, era un mercoledì – per conoscere quanti emocomponenti fossero stati trasfusi quel giorno, in quali specialità mediche e chirurgiche, per quali patologie. Ha partecipato il 64,5% dei Centri invitati (il 100% di quelli del Nord Est), ma che rappresentano circa l’80% delle trasfusioni effettuate giornalmente. Una vera istantanea di un “comune giorno di trasfusioni” in Italia. Lo studio è stato pubblicato integralmente sulla rivista edita dalla Simti “Blood Transfusion” di settembre-ottobre 2021: https://www.bloodtransfusion.it/bt/article/view/62/59

Quando non mancano le sorprese. I numeri. 

In un solo giorno ben 4356 pazienti in tutta Italia (sulla base del campione dei Centri che hanno risposto allo studio) hanno avuto bisogno di emocomponenti freschi: globuli rossi, plasma, piastrine… da soli o in combinazione fra loro. L’84% di loro ha avuto bisogno di soli globuli rossi. In un giorno solo 3.670 pazienti hanno avuto bisogno (scusate, non amo la parola “consumato”) di ben 6.309 sacche di globuli rossi (GRC). Una media di 1,8 sacche a testa.

Ma, e qui sta il punto, i sanitari hanno trasfuso ben 4210 sacche di emazie nelle specialità Mediche (il 66,7%). In particolare  per anemie oncologiche e non, talassemie ed emoglobinopatie, tumori, sanguinamenti gastrointestinali ed emorragie varie. Le Chirurgie, invece, hanno usato soltanto un terzo delle trasfusioni complessive: 2047 pari al 32,4%: ortopedie e traumi, cardiochirurgie, chirurgie gastrointestinali, urologiche, ostetricia, trapianti, ecc. Ma non è tutto. I dati delle fasce d’età devono far riflettere sul futuro che si prospetta per le associazioni del dono, Avis in testa. Di quell’84% di pazienti che hanno bisogno di globuli rossi, sette-otto su dieci sono ultrasessantenni. Anche questo è un dato che la dice lunga sul vero risultato, forse inaspettato ai più, su cui bisognerà ragionare a fondo.

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