La musica è il siero dell’anima e, secondo un team di psicoterapeuti inglesi, anche della mente.

La scoperta dei ricercatori della Nordoff Robbins, associazione no profit che applica la musicoterapia per curare diverse patologie, è significativa in tal senso. Hanno usato la musica per intrattenere degli anziani malati di Alzheimer, nei quali la demenza aveva compromesso molte funzioni intellettive. Ebbene, nonostante la perdita delle capacità mnemoniche, i malati conservavano la comprensione e l’uso del linguaggio musicale, ricordando i testi delle canzoni e riuscendo a cantarle a tempo sulla base musicale, dimostrando ancora coordinazione espressiva. La musica ha già diversi campi di applicazione efficaci nella psicoterapia, nella meditazione o come strumento per sollecitare i pazienti in coma, ma – nonostante ciò – è uno scrigno di risorse terapeutiche ancora poco studiate.

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Fonte: Welfare Società e Territorio