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  • Il Monumento AVIS AIDO Celadina

    Un progetto per tutti coloro che credono nei grandi valori della solidarietà e della democrazia

    L’ opera realizzata all’interno del Parco Comunale in Viale Pizzo Redorta nel quartiere Celadina è pensata, innanzitutto, per le seguenti finalità : esprimere valori di solidarietà, essere letta e/o interpretata dalle nuove generazioni nella giusta direzione e, ove possibile, scevra da iconografie inquietanti rispetto agli argomenti a cui ci si riferisce.

    L’opera , pur nella sua apparente semplicità cerca di trasferire, tramite un linguaggio contemporaneo, tutti quei significati che appartengono all’ Associazione AVIS-AIDO evidenziandone principalmente i valori sociali e collettivi, senza distinzione di razza o di origine, per un ambiente a “misura d’uomo” in ogni sua forma ed espressione.
    E’ quindi fondamentale, a mio parere, valorizzare l’aspetto prettamente didattico dell’opera dedicandola alle nuove generazioni che saranno sicuramente in grado di scindere e far propria l’ apparente complessità del linguaggio adottato.

    Per quanto concerne l’aspetto prettamente progettuale ho privilegiato aspetti simbolici più vicini alla percezione delle nuove generazioni, utilizzando un messaggio prevalentemente didattico e di semplice interpretazione, con l’auspicio di esprimere pienamente il profondo valore del tema trattato.

    L’uso della figurazione, intesa come rappresentazione realistica del corpo, dove si vanno a comunicare complessi valori bioetici, lo trovo assolutamente improponibile rispetto ai significati da esprimere in contesti particolarmente delicati quali la donazione del sangue e la donazione di organi. Troppe volte ho avvertito un senso di profondo disagio davanti a “monumenti” concepiti, con il medesimo intento ma a mio giudizio decisamente contrari ai valori della solidarietà ai quali ci si riferisce; ciò detto con grande rispetto per le capacità tecniche e professionali degli autori delle opere.

  • L'opera

    L’opera è si compone di tre elementi: due lamiere di acciaio inossidabile AISI 304 e di una lastra orizzontale di granito grigio della Virginia. La composizione si sviluppa a partire da una semplice sagoma antropomorfa che allude ad una postura dinamica, in divenire.

    Le due lamiere verticali accostate ortogonalmente rappresentano il tema della donazione degli organi e la donazione del sangue; la prima rappresenta la donazione degli organi: la sagoma sostiene una prospettiva nuova, un percorso di vita che continua, un orizzonte luminoso; la seconda rappresenta la donazione del sangue: la sagoma contiene i simboli più sintetici del sistema circolatorio che diviene nuova linfa vitale utile alla crescita dell’albero che simboleggia la continuità della vita. La lastra orizzontale contiene la sagoma antropomorfa semplicemente incisa sulla superficie, vuole essere immateriale al centro della stessa che, oltre a sostenere l’intero complesso plastico, funge anche da ombra portata nella composizione.

    In sintesi il significato dell’opera è racchiuso in queste frasi:
    L’ uomo, nell’assioma cartesiano è punto d’incontro di due sostanze. La sostanza pensante “anima”e la sostanza estesa “materia”. La prima continuerà a vivere nella memoria collettiva.